Migrants Rights International

Thursday, December 21, 2006

Dichiarazione Internazionale per la Giornata Internazionale dei Migranti 18 Dicembre 2006

Dichiarazione Internazionale per la Giornata Internazionale dei Migranti

18 Dicembre 2006

Oggi, in occasione del 18 dicembre 2006 in coincidenza della Giornata Internazionale dei Migranti, Migrants Rights International (MRI) Chiama la comunità internazionale e le Nazioni Unite a sostenere i diritti umani di tutti i migranti in tutto il Mondo. Ricordiamo i problemi dei migranti che lamentano la separazione dalle loro famiglie, che affrontano i rischi delle migrazioni, che sono costretti a lavorare in misere condizioni, e soffrono del razzismo e della discriminazione in molte delle nostre società. Ricordiamo anche l’ingente contributo che i migranti apportano a tutti i paesi del Mondo, con il loro duro lavoro, le loro capacità e creatività – e il ruolo dei migranti nel connettere le culture e le nazioni e nel contribuire socialmente, culturalmente, ed economicamente alle società delle nazioni sia di provenienza che di destinazione.

Si sono verificati alcuni sviluppi cruciali nel 2006, che indicano il crescente riconoscimento da parte degli Stati e di altri settori della società, del valore delle migrazioni internazionali. Ma allo stesso tempo, siamo estremamente preoccupati circa il progressivo deterioramento dei diritti umani dei migranti dappertutto nel Mondo.

Nello scorso Settembre 2006, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite si è incontrata per animare un Dialogo di Alto Livello sulle Migrazioni e lo Sviluppo (UNHLD). I vari contributi dei migranti sono stati considerati poco durante il Dialogo di Alto Livello, ivi inclusi l’ammontare delle cifre di denaro che i migranti spediscono a casa nei paesi di origine, il modo nel quale i migranti suppliscono alla carenza di manodopera in alcuni paesi, il modo in cui i migranti ispirano diversi approcci per ripensare su argomenti politici e sociali, e come i migranti formino un legame umano tra culture, economie, e società[1].

Salutiamo il riconoscimento da parte di molti Stati Membri durante il Dialogo di Alto Livello circa l’importanza di proteggere i diritti umani dei migranti nello sviluppo delle politiche migratorie. Come ha richiamato Ali Hassani, Presidente del Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite ai delegati del Dialogo di Alto Livello, “Migration can only be beneficial if the rights of migrants are respected.” “Le migrazioni possono portare solo benefici se i diritti umani dei migranti sono rispettati”

In realtà, la maggior parte degli Stati Membri non ha assunto alcun impegno per la protezione dei diritti umani dei migranti, tra quegli impegni che servono per coerenti sviluppi in termini di politiche e pratiche internazionali. Siamo particolarmente preoccupati che non ci sia stato accenno degli obblighi degli Stati di intervenire sulle cause delle migrazioni, quali la mancanza di accesso ai diritti umani nei loro paesi, l’impatto delle politiche economiche internazionali, e i conflitti armati.

Più in dettaglio, siamo contrariati a causa della significativa esclusione delle voci dei migranti stessi durante il Dialogo di Alto Livello. Ci aggiungiamo alla protesta di Jorge Bustamante, il Relatore Speciale delle Nazioni Unite per i Diritti Umani dei Migranti – quando rivolgendosi ai delegati di più di 50 organizzazioni per i diritti dei migranti che da tutto il Mondo si sono incontrati a New York dall’11 al 15 settembre 2006 per dare vita al Dialogo Comunitario sulle Migrazioni e lo Sviluppo organizzato da Migrants Rights International – quando ha esclamato: “We have been excluded from the high level discussions on migration policy!” (siamo stati esclusi dalle discussioni di alto livello sulle politiche migratorie! ). Inoltre continuiamo ad esprimere grave preoccupazione che la proposta del Segretario Generale di formare un Forum Globale sulle Migrazioni e lo Sviluppo possa implicare la partecipazione della Società Civile solo quando gli Stati Membri lo giudichino desirable and appropriate.” (Desiderabile ed appropriato.)

Continuiamo a ricordare a tutti gli Stati Membri delle Nazioni Unite il bisogno della ratifica universale della Convenzione Internazionale del 1990 sulla protezione dei diritti umani di tutti i migranti lavoratori e i membri delle loro famiglie come veicolo per riconoscere e proteggere i diritti umani dei migranti in tutto il Mondo. Per quegli Stati che sono già parte della Convenzione, ci richiamiamo ai loro obblighi di implementare pienamente ed effettivamente la convenzione, mentre auspichiamo la partecipazione della Società Civile e dei gruppi dei migranti nel monitorare la sua implementazione.

Sollecitiamo maggiori attenzioni ai problemi delle donne migranti, in particolare le lavoratrici domestiche, così come per i lavoratori migranti senza documenti validi. A causa della loro condizione di donne e di migranti, le lavoratrici domestiche sono tra i più vulnerabili gruppi di lavoratori nelle nostre società, spesso discriminate ed esposte ad abusi e sfruttamenti come la mancanza di norme legislative lavorative per il lavoro domestico, pratiche incontrollate di agenti senza scrupoli per il reclutamento, il trattenimento dei passaporti, le norme che legano la residenza al datore di lavoro, condizioni di vita e di lavoro simil-schiavistiche, abusi verbali e fisici, e violenza sessuale, tra le altre cose. Quelle condizioni sono anche presenti in maniera eccessiva per i migranti lavoratori senza documenti validi, il cui status migratorio li porta ad essere particolarmente a rischio di sfruttamento ed abusi[2]. L’empowerment dei migranti senza documenti validi, e in particolar modo delle donne migranti lavoratrici domestiche, nel riconoscere il loro lavoro e nell’assicurare la protezione dei loro diritti lavorativi sono urgenze profonde. Permettere a quei lavoratori di associarsi alle associazioni e ai sindacati contribuisce a provvederli di migliore protezione della legge e a rappresentarsi come importanti contributori della società.

Condanniamo il deterioramento dei diritti umani dei migranti negli ultimi anni. Il crescere di politiche discriminatorie ai confini, in combinazione con abusi discutibilissimi e impuniti, hanno portato ad un aumento di morti tra i migranti e ad un aumento del ricorso ai trafficanti di esseri umani in molte regioni di confine in tutto il Mondo. In molti casi il deterioramento delle condizioni dei diritti umani presso quei confine é emerso dai crescenti dinieghi per lo status di rifugiati politici nei varchi di entrata per i richiedenti asilo, portando a crescenti numeri di migranti con documenti non validi e a deportazioni di massa verso regioni più povere, pericolose e instabili, con loro grave rischio.

Denunciamo ed esprimiamo grande allarme per la crescita di gruppi di vigilantes in diversi paesi, I quali hanno assunto il ruolo di fiancheggiatori delle leggi migratorie, sia in caso di sanzioni statali che senza. È largamente documentato che quei gruppi, spesso guidati da xenofobia, regolarmente hanno totale disprezzo per i diritti umani fondamentali dei migranti, fino al punto di causare morti tra i migranti, direttamente o indirettamente. Chiamiamo tutti quei gruppi di vigilantes che si occupano così dei migranti di cessare immediatamente e desistere, e per gli Stati di sostenere i diritti umani dei migranti anche vietando l’esistenza di quei gruppi paramilitari.

Infine, condanniamo con decisione il razzismo e la discriminazione praticati dalle Autorità Locali in relazione all’accesso ai diritti sociali, economici e culturali, nel basare quei diritti a seconda dell’origine nazionale e/o status immigratorio. Quei diritti sono universalmente riconosciuti come diritti umani che dovrebbero essere categoricamente tutelati, piuttosto che eradicati da restrittive ed illegittime leggi sull’immigrazione ed iniziative che sono in uso in molti Stati come gli Stati Uniti, la Francia, la Svizzera e l’Italia.

Con tutti questi convincimenti, continuiamo a chiamare per la continua vigilanza nell’approcciarsi ai diritti umani di tutti i migranti, specialmente i migranti senza documenti validi, quando celebriamo la Giornata Internazionale per i Migranti. Ricordiamo agli Stati il volto umano delle migrazioni e di assicurare che i migranti siano in grado di fruire delle loro libertà e dei loro diritti umani fondamentali, basati sui principi di inclusione, non-discriminazione e di partecipazione, al fine di sviluppare politiche e pratiche migratorie a partire innanzitutto dai diritti umani.

Migrants Rights International (MRI) é una organizzazione non governativa e federazione di organizzazioni di migranti e di organizzazioni non governative che promuovono I diritti umani dei migranti. La sua proposta consiste in: promuovere il riconoscimento e il rispetto per I diritti di tutti I migranti, di esercitare pressioni per la ratifica della Convenzione Internazionale per la protezione dei diritti umani di tutti I lavoratori migranti e I membri delle loro famiglie; di facilitare gli sforzi delle associazioni dei migranti e altre organizzazioni non governative nell’advocacy per i diritti dei migranti; e di monitorare le tendenze e gli sviluppi nell’ambito del benessere e dei diritti dei migranti. MRI é un’associazione non governativa in status speciale consultivo press oil Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite.

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Traduzione :

Manfred Bergmann,

-CADI Comitato Antirazzista Durban Italia

-MRI Migrants Rights International

corsodirittiumani@yahoo.it



[1] Fonte: Discorso del Segretario Generale dell’ONU Kofi Annan per i lavori del Dialogo di Alto Livello sulle migrazioni internazionali e lo sviluppo (UNHLD).

[2] Fonte: Rapporto della Commissione Globale sulle Migrazioni Internazionali, ottobre 2005, Capitolo sulle migrazioni irregolari (Report by the Global Commission on International Migration, October 2005, chapter on irregular migration).

Una Declaración Para el Día Internacional del Migrante 18 de diciembre de 2006

Una Declaración Para el Día Internacional del Migrante

18 de diciembre de 2006

Hoy, 18 de diciembre del 2006, en conmemoración del Día Internacional del Migrante, la Internacional de Derechos Migrantes (MRI, Migrant Rights Internacional) hace un llamado a la comunidad internacional y a las Naciones Unidas para que apoyen los derechos humanos de todos los migrantes alrededor del mundo. Recordamos la situación difícil de los migrantes, cuando estos sufren la separación de sus familias, desafían las pruebas duras de la migración, se les obligada a trabajar en condiciones precarias, y sufren el racismo y la discriminación en muchas de nuestras sociedades. También recordamos la contribución enorme que las y los migrantes hacen a todos los países de nuestra mundo, con trabajo arduo, habilidades y creatividad—y el papel de los migrantes al crear puentes entre culturas y naciones y contribuir social, cultural y económicamente a las sociedades en ambos países de origen y de recepción.

Hubo un número de acontecimientos claves en 2006 que ilustran el creciente reconocimiento de los Estados y otros miembros de la sociedad del valor de la migración internacional. A la misma vez estamos altamente preocupados por el deterioro continuo de los derechos de las y los migrantes mundialmente.

En septiembre de este año, la Asamblea General de la Organización de las Naciones Unidas convocó a su Diálogo de Alto Nivel sobre Migración y Desarrollo. Las distintas contribuciones de los migrantes fueron recalcadas a través del Dialogo de Alto Nivel, incluyendo la cantidad de dinero que los migrants envían a sus países de origen, como los migrantes llenan la falta de mano de obra de ciertos países, la manera en la cual los migrantes inspiran nuevas formas de pensar los asuntos sociales y políticos, y como los migrantes forman un vinculo humano dinámico entre culturas, economías y sociedades.[1]

Aplaudimos el reconocimiento por parte de muchos Estados Miembros en el Diálogo de Alto Nivel sobre la importancia de proteger los derechos humanos de las y los migrantes en el desarrollo de la política migratoria. Como les recordó a los delegados Ali Hassani, Presidente del Concilio Económico y Social de la ONU en el Dialogó de Alto Nivel, “La migración solo puede tener beneficios si los derechos de los migrantes son respetados.”

Sin embargo, muchos de los Estados Miembros no ofrecieron compromiso alguno con la protección de los derechos humanos de las y los migrantes que necesitan para desarrollar legítimamente como política y práctica internacionales. Estamos particularmente preocupados que no hubo casi ninguna mención de las obligaciones de los estados de tratar con las causas principales de la migración, tales como la falta de acceso a los derechos humanos en sus países, el impacto de las políticas de comercio internacional, y los conflictos armados.

Además, estamos desilusionados con la significante exclusión de las voces de las y los migrantes mismos en el Diálogo de Alto Nivel. Hacemos eco de las palabras de Jorge Bustamante, el Rappoteur Especial de los Derechos Humanos de los Migrantes, cuando este, dirigiéndose a los grupos de migrantes reunidos en la asamblea paralela en el Dialogo Comunitario sobre Migración y Desarrollo organizado por la Internacional de Derechos Migrantes, cuando exclamó, “Hemos sido excluidos de las discusiones de alto nivel sobre la política migratoria!” Además, continuamos expresando nuestra grave preocupación que la propuesta del Secretario General de formar un Foro Global sobre Migración y Desarrollo donde sólo se pueda incluir la participación de la sociedad civil cuando los Estados Miembros crean que esta “deseable y apropiada.”

Continuamos recordándoles a todos los Miembros Estados de las Naciones Unidas de la necesidad de la ratificación universal de la Convención Sobre los Derechos de los Trabajadores Migrantes y sus Familias de 1990, como un medio para reconocer y proteger los derechos de los migrantes alrededor del mundo. Para esos estados que son Partes Contratantes de la Convención, les hacemos un llamado a su obligación de implementar la Convención plena y efectivamente al mismo tiempo que comprometemos la participación de la sociedad civil y los grupos de migrantes en vigilar su implementación.

Continuamos hacienda un llamado para que se de atención a la difícil condición de las mujeres migrantes, especialmente las trabajadoras domesticas, así como también a otros trabajadores indocumentados. Dado sus estados de mujeres y de migrantes, las trabajadoras domesticas están entre los grupos de trabajadores mas vulnerables en nuestras sociedades, discriminadas con frecuencia y expuestas a los abusos y explotación, como la falta de leyes laborales de trabajo domestico, practicas desenfrenadas de agentes de reclutamiento sin escrúpulos, la confiscación de sus pasaportes, reglas de residencia estrictamente atadas a los patrones, condiciones de casi esclavitud en la vivienda y el trabajo, abuso físico y verbal, y violencia sexual, entre otros. Los trabajadores indocumentados enfrenten estas condiciones arrolladoras, cuyos condición migratoria los expone particularmente a la explotación y el abuso.[2] Dándole poder a las trabajadoras domesticas migrantes, reconociendo su trabajo y asegurándoles la protección laboral son llamadas urgentes. Otorgando permiso para que las trabajadoras domesticas se puedan afiliar a asociaciones y sindicatos contribuirá hacia proveerlas con una mejor protección bajo la ley y la representación de ellas mismas como contribuidoras importantes a la sociedad.

Condenamos el deterioro de los derechos humanos este año pasado. El incremento de políticas fronterizas, conjuntamente con la impunidad sin escrúpulos de abusos, han resultando en el aumento de muertes de migrantes y de la susceptibilidad al trafico humano en muchas regiones fronterizas alrededor del mundo. En muchos casos, las condiciones en deterioro de los derechos humanos en estas fronteras también emergieron debido a las desaprobaciones de las peticiones de asilo político en los puertos de entrada a los que buscan refugio, incluyendo a un número creciente de migrantes indocumentados y las deportaciones masivas a regiones empobrecidas, peligrosas y volátiles.

Denunciamos y expresamos nuestra gran alarma entorno al crecimiento de grupos milicianos en varios países, que han asumido el papel de policías de leyes migratorias sea con o sin la sanción de los Estados. Se ha documentado ampliamente que estos grupos, motivados por la xenofobia, hacen caso omiso de los derechos básicos de los migrantes en forma rutinaria, al punto de causarles la muerte, directa o indirectamente. Hacemos un llamado a todos estos grupos milicianos similares victimizando a los migrantes, que cesan y desistan de inmediato, y a los Estados, que avalen los derechos humanos de los migrantes prohibiendo la existencia de estos grupos milicianos.

Finalmente, condenamos resolutamente el racismo y la discriminación practicada por gobiernos locales en torno a al acceso a los derechos económicos, sociales, y culturales, al basar estos según el origen nacional y/o la condición migratoria. Tales derechos son derechos humanos reconocidos universalmente, los cuales deben de ser protegidos categóricamente en lugar de ser erradicados por leyes e iniciativas restrictivas e ilegitimas que están siendo aprobadas por muchos estados tal como los EEUU, Francia y Suiza.

Con todos estos aciertos, continuamos llamando por una vigilancia sostenida en el tratamiento de los derechos humanos de todos los migrantes, especialmente de los migrantes indocumentados, conforme celebramos el Día Internacional del Migrante. Le recordamos a los Estados que no olviden la cara human de la migración y que aseguran que los migrantes sean capaces de disfrutar de sus libertades y derechos humanos básicos, en base a los principios de la inclusión, la no-discriminación, y la participación, mientras que se desarrollan políticas y prácticas migratorias centradas en los derechos.

La Internacional de Derechos Migrantes (MRI, Migrant Rights Internacional) es un organización no-gubernamental y una federación de organizaciones migrantes y no-gubernamentales promoviendo los derechos humanos de las y los migrantes. Su metas son: promover el reconocimiento y respeto para los derechos humanos de todas las y los migrantes, abogar por la ratificación de la Convención para la Protección de los Derechos de Todos Los Trabajadores Migratorios y los Miembros de Sus Familias; facilitar los esfuerzos de las asociaciones de migrantes y otras organizaciones no-gubernamentales abogando por los derechos de las y los migrantes; y vigilar las tendencias y acontecimientos en la situación de los derechos y el bienestar de las y los migrantes. La MRI es una asociación no-gubernamental en estatus consultivo especial con el Consejo Económico y Social de las Naciones Unidas.

Internacional de Derechos Migrantes

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[1] 1. Fuente: Discurso del Secretario General de las Naciones Unidas al Diálogo de Alto Nivel de la Asamblea General sobre Migración y Desarrollo.

[2] Fuente: Informe de la Comisión Global sobre la Migración Internacional, Octubre 2005, el capítulo sobre la migración irregular.

An International Statement for International Migrants Day

An International Statement for International Migrants Day

18 December 2006

Today, on the 18th of December 2006, in observance of International Migrants Day, Migrants Rights International (MRI) calls upon the international community and the United Nations to uphold the human rights of all migrants around the world. We remember the plight of migrants, who brave separation from their families, face the ordeals of migration, are forced to work in poor conditions, and suffer from racism and discrimination in many of our societies. We also remember the enormous contribution that migrants make to all countries of the world, with hard work, skills, and creativity – and migrants’ role in bridging cultures and nations and contributing socially, culturally, and economically to societies in both home and host countries.

There have been a number of key developments in 2006 indicating the growing recognition by states and other members of society of the value of international migration. Yet at the same time, we are extremely concerned about the continued deterioration of migrants’ human rights throughout the world.

In September 2006, the United Nations General Assembly convened its High Level Dialogue on Migration and Development. The various contributions of migrants were underscored throughout the High Level Dialogue, including the amount of money migrants remit back to their countries of origin, how migrants alleviate labour shortages in certain countries, the way in which migrants inspire new ways of thinking about social and political issues, and how migrants form a dynamic human link between cultures, economies, and societies[1].

We applaud the acknowledgement by many Member States at the High Level Dialogue about the importance of protecting migrants’ human rights in the development of migration policy. As Ali Hassani, the President of the United Nations Economic and Social Council reminded delegates at the High Level Dialogue, “Migration can only be beneficial if the rights of migrants are respected.”

However, most Member States did not offer any commitment to the protection of migrants’ human rights that it needed to legitimately develop as international policy and practice. We are particularly concerned that there was almost no mention of states’ obligations to deal with the main causes of migration, such as the lack of access to human rights in their countries, the impact of international trade policies, and armed conflicts.

In addition, we are disappointed over the significant exclusion of migrant voices themselves at the High Level Dialogue. We echo the words of Jorge Bustamante, the United Nations Special Rapporteur on Human Rights of Migrants – when he addressed representatives from more than 50 migrants rights groups from all over the world gathered in New York from 11-15 September at the Community Dialogue on Migration and Development organized by Migrant Rights International – by exclaiming, “We have been excluded from the high level discussions on migration policy!” Furthermore, we continue to express grave concern that the Secretary General’s proposal to form a Global Forum on Migration and Development might only include the participation of civil society when Member States deem it “desirable and appropriate.”

We continue to remind all Member States of the United Nations of the need for universal ratification of the 1990 International Convention on the Protection of the Rights of All Migrant Workers and Members of Their Families as a vehicle to recognize and protect the human rights of migrants around the world. For those states that are parties to the convention, we call on their obligation to fully and effectively implement the convention, while engaging the participation of civil society and migrant groups in monitoring its implementation.

We call for more attention to the plight of women migrants, particularly domestic workers, as well as undocumented workers. Due to their status as women and migrants, domestic workers are among the most vulnerable group of workers in our societies, often discriminated and exposed to abuses and exploitation such as the lack of labor legislation of domestic work, unchecked practices of unscrupulous recruitment agents, the withholding of passports, strict employee-tied residency rules, slavery-like working and living conditions, physical and verbal abuse, and sexual violence, among others. These conditions are also overwhelmingly faced by undocumented workers, whose migration status leads them to be particularly at risk of exploitation and abuse[2]. Empowering undocumented workers, and especially women migrant domestic workers, recognizing their work and ensuring labor protection are urgent calls. Allowing these workers to join associations and unions will contribute towards providing them better protection under the law and representation for themselves as important contributors to society.

We condemn the deterioration of migrants’ human rights throughout this past year. The increases in discriminatory border policies, coupled with unscrupulous abuse with impunity, have resulted in increasing migrant deaths and susceptibility to trafficking in many border regions around the world. In many cases, the deteriorating human rights conditions at these borders also emerged due to the escalating denials for asylum at ports-of-entry to asylum-seekers, leading to increasing numbers of undocumented migrants and mass deportations to poverty-stricken, dangerous and highly volatile regions.

We denounce and express great alarm over the growth of vigilante groups in various countries, which have assumed the role of migration law enforcement whether with or without States’ sanctions. It is widely documented that these groups, often driven by xenophobia, routinely have total disregard for migrants’ basic human rights, to the point of causing migrant deaths, directly or indirectly. We call on all such vigilante groups preying on migrants to immediately cease and desist, and for states to uphold the human rights of migrants by prohibiting the existence of such groups.

Finally, we resolutely condemn the racism and discrimination practiced by local governments with regards to access to economic, social and cultural rights, by basing these according to national origin and/or immigration status. Such rights are universally-recognized human rights which should be categorically protected, rather than eradicated by restrictive and illegitimate immigration laws and initiatives being passed by many states such as the U.S., France and Switzerland.

With all of these assertions, we continue to call for sustained vigilance in addressing the human rights of all migrants, especially undocumented migrants, as we celebrate International Migrants Day. We remind states of the human face of migration and to ensure that migrants are able to enjoy their basic human rights and freedoms, based on the principles of inclusion, non-discrimination, and participation, while developing rights-based migration policies and practices.

Migrants Rights International (MRI) is a non-governmental organization and federation of migrant organizations and non-governmental organizations promoting the human rights of migrants. Its purposes are: to promote recognition and respect for the rights of all migrants; to advocate for ratification of the 1990 International Convention on the Protection of the Rights of All Migrant Workers and Members of their Families; to facilitate the efforts of migrant associations and other non-governmental organizations in advocating for migrants rights; and to monitor trends and developments in the situation of migrants' rights and welfare. MRI is a non-governmental association in special consultative status with the United Nations Economic and Social Council.

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[1] Source: United Nations Secretary General Address to the High Level Dialogue of the General Assembly on International Migration and Development.

[2] Source: Report by the Global Commission on International Migration, October 2005, chapter on irregular migration.

Declaración de MRI ante la XVI Cumbre Iberoamericana de Jefes de Estado y de Gobierno

Montevideo, 4 de noviembre de 2006

Declaración de Migrants Rights Internacional ante la

XVI Cumbre Iberoamericana de Jefes de Estado y de Gobierno

Sres. y Sras. representantes de los Estados Iberoamericanos:

Migrants Rights International (MRI) es una red global independiente integrada por instituciones sociales, de derechos humanos, comunidades de base, organizaciones religiosas, académicas, etc., locales, nacionales y regionales, cuyo objetivo esencial es la promoción y defensa de los derechos humanos de las personas migrantes. MRI es una asociación no gubernamental con status consultivo ante el ECOSOC.

MRI ha estado participando activamente en los diferentes diálogos y debates desarrollados en torno a la migración y el desarrollo, cuyo evento central ha sido el Diálogo de Alto Nivel (HLD) realizado el pasado mes de septiembre en Nueva York. Allí, MRI ha sido una de las organizaciones de la sociedad civil que ha integrado una de las Mesas Redondas celebradas entre el 14 y 15 de septiembre. El día 14, MRI organizó un “evento paralelo”, con el apoyo del gobierno argentino, titulado La migración desde una perspectiva de derechos humanos”. Tanto en el HLD como en las Audiencias Interactivas con la Sociedad Civil del mes de julio, MRI ha presentado dos Declaraciones en las cuales exponía sus puntos de vista sobre este proceso, y particularmente sobre las políticas y medidas que podrían tomarse (a nuestro entender) para la plena protección de los derechos humanos de las personas migrantes y, en consecuencia, para vincular en forma debida la migración y el desarrollo. Adjuntamos a esta carta dichos documentos.

En esta trascendente cumbre, de la cual celebramos la decisión de escoger como tema central la cuestión de la migración y el desarrollo, nos vemos en la necesidad de transmitirles una preocupación a los representantes de la región iberoamericana.

A lo largo de todo este proceso, hemos comprobado una y otra vez la escasa participación que han podido tener las organizaciones de la sociedad civil y las comunidades de migrantes. En los últimos años, ante las diversas instancias e iniciativas desarrolladas bajo la órbita de las Naciones Unidas, la sociedad civil ha ido teniendo cada vez mayor participación, a partir del reconocimiento que los propios Estados han hecho -en múltiples oportunidades- acerca de la relevancia y la legitimidad de tal participación. Sin embargo, en todo lo concerniente a la cuestión migratoria, y particularmente a los debates sobre migración y desarrollo, las oportunidades de la sociedad civil de participar e interactuar junto a los Estados ha sido preocupantemente exigua. Tenemos conocimiento de que han sido varios Estados (no precisamente de esta región) quienes han requerido que esto sea así. A su vez, de acuerdo a las distintas informaciones que hemos recibido en las últimas semanas, nos preocupa que las siguientes etapas de estos diálogos, incluyendo la reunión del Foro a celebrarse en Bruselas, previsto para julio de 2007, se caractericen también por los límites a la participación de la sociedad civil.

Somos conscientes de que numerosos Estados iberoamericanos han expresado públicamente la necesidad y conveniencia de reconocer y/o ampliar la participación de la sociedad civil en estas iniciativas en torno a la temática migratoria. Otros han destacado expresamente la importancia de dialogar e incluso trabajar conjuntamente a la sociedad civil (en los planos local y nacional) para intentar desarrollar políticas migratorias eficaces, legítimas y respetuosas de los derechos fundamentales.

Por estas razones, es que solicitamos a los Estados de la región Iberoamericana que tanto en esta importante Cumbre como en el ámbito multilateral (y particularmente en las reuniones preparatorias al Foro sobre Migración y Desarrollo), apoyen enérgicamente la participación amplia de la sociedad civil y de comunidades de migrantes.

Saludos muy cordiales,

Migrants Rights International

c.p. 135, 15 route des Morillons

1211 Geneva, Switzerland

migrantsrightsinternational@gmail.com

Migrants Rally








Declaration Migrants Rights International Presentada en el Diálogo de Alto Nivel sobre Migración y Desarrollo, en la Mesa Redonda Nro. 2,

New York, 14 de septiembre de 2006

Declaración de Migrants Rights Internacional,

presentada en el Diálogo de Alto Nivel sobre Migración y Desarrollo, en la Mesa Redonda Nro. 2,

Medidas que pueden adoptarse para asegurar el respeto y la protección de los derechos humanos de todos los migrantes, y para prevenir y combatir el tráfico de migrantes y la trata de personas,

en la ciudad de Nueva York, el 4 de septiembre de 2006.

MRI saluda con beneplácito la decisión de la Secretaría General de asegurar la participación de representantes de la sociedad civil en este importante y constructivo diálogo para un tema tan crucial en el ámbito de los derechos humanos, como son los derechos fundamentales de las personas migrantes.

En numerosas declaraciones y resoluciones adoptadas por diferentes agencias de las Naciones Unidas, como las adoptadas en la Conferencia de Viena sobre Derechos Humanos o la Cumbre de Johannesburgo para el desarrollo, los Estados han acordado y reafirmado repetidamente que el concepto de desarrollo se encuentra inseparablemente ligado a los derechos humanos. O más precisamente, que el desarrollo sostenible de los países y los pueblos no podrán alcanzarse si no es a través del pleno respeto, protección y satisfacción de todos los derechos humanos a todas las personas, sin discriminación alguna.

Por esta razón, si el objetivo de este Dialogo de Alto Nivel es atender la cuestión migratoria de modo tal de maximizar los beneficios para el desarrollo, pues entonces no habrá otro camino mas indicado para ello que a través del cumplimiento de los compromisos asumidos en las normas internacionales de derecho humanos. En este sentido, la cuestión no puede estar, indudablemente, en debatir acerca de cómo obtener ciertas rentas o ganancias económicas y financieras a partir de la migración, sino, justamente, en cómo garantizar los derechos humanos de todas las personas involucradas en el proceso migratorio (en países de origen, tránsito y destino) para, luego, asegurar el desarrollo sostenible para todas las sociedades.

Debe tenerse en cuenta, a su vez, que la migración es en la mayoría de los casos es producto de la privación de derechos fundamentales en los países de origen. La falta de acceso a estos derechos, o la discriminación en su reconocimiento o su ejercicio, es una de las causas principales de la migración. Por ello, el nexo entre migración y desarrollo sólo puede ser viable (y no contradictorio en sí mismo) si los derechos humanos constituyen la base, el medio y el fin de ambos aspectos.

Para lograr este objetivo, las Naciones Unidas y cada uno de sus Estados miembros, cuentan con las herramientas apropiadas: los instrumentos internacionales de derechos humanos. De esta manera, una primera obligación central está en la ratificación de esas normas, particularmente la Convención Internacional de la ONU de 1990 sobre la Protección de los Derechos de Todos los Trabajadores Migrantes y miembros de sus Familias. Por otra parte, para dar cumplimiento con las obligaciones impuestas por cada uno de estos tratados, los Estados deben adoptar medidas para respetar, proteger y satisfacer los derechos humanos a todas las personas, las cuales deben ser implementadas en cada etapa de la migración, es decir, en países de origen, tránsito y destino.

Como se ha señalado, el pleno respeto de los derechos humanos en los países de origen supone necesariamente adoptar las medidas pertinentes para lidiar con las causas de la migración. Y allí encontramos tanto causas nacionales y locales como internacionales. En el ámbito internacional, cuestiones tales como los tratados de libre comercio, las políticas de inversiones, algunos lineamientos indicados por organismos multilaterales de crédito, o los conflictos armados, se encuentran entre los principales aspectos a considerar, ya que en todos estos casos, está debidamente comprobado el considerable impacto que tienen en la vulneración de derechos fundamentales de millones personas en países que son expulsores de migración. Por ello, resulta imprescindible que los Estados, la comunidad internacional y los organismos y agencias involucrados revisen sus políticas para revertir sustancialmente esta situación.

En cuanto a las causas locales o nacionales de la migración desde los países de origen (interconectadas con las internacionales), hallamos que la privación de los derechos económicos, sociales y culturales constituye uno de los problemas centrales de la pobreza generalizada y la exclusión social estructural y sistemática. Al respecto, los instrumentos internacionales de derechos humanos (entre ellos, el PIDESC) y su interpretación por los órganos de protección y monitoreo, establecen claras y precisas obligaciones que los Estados deben seguir para acabar con dichas violaciones y garantizar plenamente (y sin discriminación) tales derechos. Asimismo, lidiar con las causas de la migración exige que los países adopten medidas para, entre otras cuestiones, profundizar la democratización de las instituciones públicas, combatir la corrupción, asegurar el acceso a la justicia (independiente e imparcial) y garantizar mecanismos de participación democrática amplia de la sociedad civil y los diferentes pueblos y culturas que la integran. La privación de derechos civiles y políticos de grandes sectores de la población en numerosos países también debe revertirse urgentemente. Finalmente, atender seriamente las causas de la migración también demanda que todas y cada una de las políticas públicas respeten íntegramente el principio de no discriminación, de modo tal de que por acción u omisión, no se prive el ejercicio de los derechos (en condiciones de igualdad) a ninguna persona, grupo o pueblo por ninguno de los motivos prohibidos por el derecho internacional de los derechos humanos.

Los países de transito, por su parte, también deben adoptar medidas y políticas para asegurar los derechos de las personas migrantes, particularmente el derecho a la libertad ambulatoria, el debido proceso, el derecho a la vida y el acceso a la justicia.

En cuanto a los países de destino, la migración será un elemento de desarrollo (sostenible, justo, equitativo) sólo si se cumple debidamente con la obligación de respetar y satisfacer los derechos de los y las migrantes. Para ello, los Estados deben tomar medidas urgentemente para: eliminar todo elemento discriminatorio en todas sus políticas públicas (y no sólo las leyes migratorias) en razón de la nacionalidad y el status migratorio de las personas; garantizar el acceso igualitario a los derechos fundamentales, particularmente los derechos económicos, sociales y culturales (como salud, educación, empleo, derechos laborales, etc.); promover y facilitar la integración social de los y las migrantes; asegurar el ejercicio de derechos civiles esenciales como la libertad ambulatoria, el acceso a la justicia y el debido proceso; y, si estos países pretenden que la migración contribuya al desarrollo, debe asegurárseles también, luego de cierto plazo de residencia, el pleno ejercicio de sus derechos políticos. Por último, sostenemos que un modelo de ciudadanía que contribuya a un desarrollo sostenible y equitativo, sólo puede ser aquél que sea incluyente, es decir, que asegure los derechos a toda persona que habite en un territorio, y no excluyente (como ocurre en la mayoría de los países de destino), otorgando derechos diferenciados (o negando su reconocimiento) según la nacionalidad o el tipo de residencia.

En conclusión, sostenemos con plena convicción que no hay mejor camino que el de los derechos humanos para alcanzar el desarrollo y para atender debidamente la cuestión de la migración (en todos sus aspectos). O mejor dicho, no hay otro camino. Los derechos humanos de todas las personas en los países de origen, tránsito y destino son la única garantía para asegurar un desarrollo sostenible, equitativo y jurídicamente legitimo en nuestras sociedades. Constituyen el único medio para lograr que la migración sea ordenada, regular y voluntaria. Asimismo, son el mejor antídoto para resolver las causas más profundas del aumento de la trata y el tráfico de personas. Si los derechos humanos no son el núcleo de todas y cada una de las políticas públicas (locales, nacionales, regionales e internacionales) por parte de todos los países, la migración continuará siendo vista –erróneamente- como algo negativo, como una supuesta amenaza a la seguridad nacional o internacional, o al bienestar social y económico de una sociedad. Asimismo, el desarrollo seguirá siendo inequitativo, desigual y únicamente medido en términos económicos y financieros, beneficiando a pocos, excluyendo a la mayoría de las personas y generando mayores flujos migratorios en búsqueda de condiciones de vida más dignas.

Muchas gracias,

Presentada por:

Pablo Ceriani Cernadas

Migrants Rights International (MRI)

Migrants Rights International

c.p. 135, 15 route des Morillons

1211 Geneva, Switzerland

migrantsrightsinternational@gmail.com

MRI Statement Presented at the High Level Dialogue on Migration and Development, in Roundtable No. 2,

New York, September 14, 2006

Migrants Rights International Statement,

Presented at the High Level Dialogue on Migration and Development, in Roundtable No. 2,

“Measures that can be adopted to ensure the respect and protection of the human rights of

all migrants, and to prevent and combat the trafficking of migrants and persons,”

In New York City, 4th of September 2006.


MRI greets with goodwill the decision of the General Secretary to ensure the participation of representatives of the civil society in this important and constructive dialogue so crucial to the sphere of human rights, as to the basic rights of migrants.

In numerous declarations and resolutions adopted by different agencies of the United Nations, such as those adopted by the Vienna Conference on Human Rights or the Johannesburg Summit on Development, the States have agreed and reaffirmed repeatedly that the concept of development is intrinsically linked to human rights. More precisely, the sustainable development of nations and peoples cannot be achieved if not with the full respect, protection and satisfaction of the human rights of all persons, without any discrimination.


For this reason, if the objective of the High Level Dialogue is to address the question of migration in a way that maximizes the benefits of development, then there is no other path more indicated for that than through the fulfillment of the commitments assumed through the international norms of human rights.

The lack of access to those rights, or discrimination in their recognition or exercise, is a principal cause for migration. For that reason, the nexus between migration and development can only be viable (and not contradictory in itself) if human rights constitute the base, the method and the end of both aspects.


To reach this objective, the United Nations and each of its member States, counts with appropriate tools: the international instruments of human rights. In this manner, a primary central obligation is the ratification of the norms, particularly those in the UN International Convention of 1990 regarding the Protection of the Rights of All Migrant Workers and Their Families. On the other hand, to comply with the obligations mandated by each of these treaties, the States should adopt measures to respect, protect and satisfy the human rights of all persons, which should be implemented in each of the stages of migration -- that is in the countries of origin, transit, and destination.


As it has been indicated, the full respect of human rights in the countries of origin necessarily presupposes adopting pertinent measures to deal with the causes of migration. And there we find national and local causes as well as international ones. At the international level, in questions such as free trade agreements, investment policies, some features indicated by multilateral credit institutions, or armed conflicts, are found some of the principle aspects to consider. In all of these cases, the considerable impact in the vulnerability of the basic rights of millions of persons in countries of origin that drive migration has been dully proven. For that reason, it is indispensable that States, the international community and the entities and agencies involved review their policies to substantially reverse this situation.

As to the local or regional causes of migration form the countries of origin (interconnected with those internationally), we find that the deprivation of cultural, social and economic rights constitutes one of the central problems in generalized poverty and systematic, social structural exclusion. In this respect, the international human rights instruments (among these, the PIDESC) and their interpretation by protection and monitoring bodies, establish clear and precise obligations that the States must follow with these transgressions and with full guarantee (without discrimination) of such rights. Likewise, addressing the causes of migration require that the countries adopt measures for, among other issues, deepening the democratization of public institutions, combating corruption, ensuring access to (independent and impartial) justice and guaranteeing mechanisms for the wide, democratic participation of civil society and the different peoples and cultures that are present. The denial of political and civil rights of large sectors of the population in numerous countries also need to be urgently reversed. Finally, seriously dealing with the causes of migration also demands that all/and each of/ the public policies respect in its entirety the principle of non-discrimination in a way that neither for action or omission, should the exercise of rights be violated (in conditions of equality) for any person, group or people for any of the reasons prohibited by the international law of human rights.

The countries of transit, for their part, should also adopt measures and policies to ensure the rights of migrant persons, particularly, the right of freedom of movement, due process, the right to life and access to justice.

As to the destination countries, migration will be a factor of development – sustainable, just and fair – only if the obligation to respect and satisfy the rights of migrants, male and female, is duly complied with. For this, the States should take steps urgently to: eliminate all elements of discrimination in public policies (not only immigration laws) on the basis of nationality and migratory status of persons; guarantee the equal access to all basic rights, especially economic, social and cultural rights (such as health, education, employment, labor, etc.); promote and facilitate the social integration of both male and female migrants; ensure the exercise of basic civil rights like the freedom of movement, access to justice and due process. In addition, if these countries believe that migration contributes to development, they should guarantee, that after a length of residency, the full exercise of political rights. Finally, we sustain that the model of citizenship that contributes to fair and sustainable development, can only be that one that is inclusive – that is, that ensures rights to each person living in a territory – and not exclusive (as it happens in the majority of destination countries), only granting differential rights (or denying their recognition) along nationality or duration of stay.

In conclusion, we are fully convinced that there is no better path than that of human rights to achieve development and to rightfully address the question of migration (in all its aspects). Or said better, there is no other path. The human rights of all persons in the countries of origin, transit and destination are the only guarantee to ensure a sustainable, fair and legally legitimate development in our societies. They constitute the only means to achieve migration that is voluntary, regular and orderly. Likewise, it is the best antidote to resolve the deeper causes in the increase in human trafficking and slavery. If human rights are not the nucleus of all and each of the public policies (local, national, regional and international) on behalf of all nations, migration will continue to be seen – erroneously – as something negative, as a supposed threat to national and international security, or social and economic well-being of a society. Also, development will continue to be unfair, unequal and only measured in economic and financial terms, benefiting few, excluding the majority of persons and generating greater migratory flows of persons seeking conditions for a more dignified life.

Thank you,

Presented by:

Pablo Ceriani Cernadas

Migrants Rights International (MRI)

Migrants Rights International

c.p. 135, 15 route des Morillons

1211 Geneva, Switzerland

migrantsrightsinternational@gmail.com

Saturday, September 16, 2006

Press Release

Migrants Rights Groups Applaud Governments’ Focus on Protecting Migrants but Urge Greater Consultation with Migrants

September 15, 2006

Migrants rights groups in New York today for the opening session of the High Level Dialogue on Migration and Development at the United Nations headquarters congratulated governments on recognising the importance of protecting the human rights of all migrants in the development of migration policy.

The two-day dialogue, the first inter-governmental forum devoted exclusively to discussing migration and development, saw representatives of regional organizations and Member-States in the developed and developing worlds call for greater protections of migrant workers and stronger efforts to combat the scourges of human trafficking and human smuggling. As Mr Ali Hassani, the President of the UN Economic and Social Council reminded delegates: “Migration can only be beneficial if the rights of migrants are respected.”

The HLD is expected to be only the first step in an ongoing international dialogue on migration. The Secretary-General, Mr Kofi Annan, has recommended the creation of a permanent global forum that is consultative and non-binding for sharing new research and successful practices. The proposal for a permanent forum was supported by a number of States. Governments also stressed the importance of international cooperation on migration and for involving non-governmental organizations and the private sector in any future global forum on migration.

Noting the sensitivity of migration in many countries and policies that too often are not based on reliable data, Mr Annan called on all Member-States to oversee the future Forum: “The HLD will succeed to the extent that it ushers in a new era of migration policy…it is now time to turn to the evidence and use it to create a common understanding for how migration can be of benefit to all.”

Mr. William Gois of Migrant Forum in Asia, a regional migrant rights group based in the Philippines, commented: “We are pleased to hear the commitment of member States to protect the rights of migrants and combating exploitative labour practices. We hope this will be translated into action, for example, by easing discriminatory border protections and replacing of exploitative temporary worker programmes with programmes that respect migrant’s rights to economic, social and cultural rights. It is imperative that any follow-on forum includes the voices of migrants and their advocates”. Mr. Gois reminded all Member-States of the United the need for more states to sign and ratify the 1990 Convention on the Rights of Migrants and their Families.

The HLD will continue with roundtable discussions and a closing plenary session on 15 September.

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The Civil Society Parallel Events on Migration, Development and Human Rights are being held at the Queens College Workers Education Extension Center, 25 W 43rd Street between 5th and 6th Avenues in New York City until September 15, 2006.

For interviews and more information, please contact:
Eleanor, Global Alliance against Traffic in Women
191/41 Sivalai Condominium
Soi 33, Itsaraphap Rd
Bangkok, Thailand 1060
Email:
eleanor@gaatw.org

Joey Dimaandal
Tel: +639175267171, +639278775810
Email:
j-mod@rocketmail.com
Address: West Side YMCA, 5 West 63rd Street between Broadway and Central Park West, New York City.

Arnoldo Garcia (For Spanish language media organizations)
Tel +1 510 928 0685
Email:
agarcia@nnirr.org

Press Release

Former UN Human Rights head Mary Robinson to governments on migration and development: Do not forget human rights


(New York City) “Migrants are the human face of globalization. Now is the time for us to act. We have to make globalization fair and ethical.”

That was the call Mary Robinson made at the rally yesterday of various migrant rights organizations and other human rights advocates in a plaza across the United Nations (UN) headquarters in New York City where permanent mission representatives and ministerial delegates from around the world gathered for the UN High-Level Dialogue on Migration and Development. The former President of Ireland and High Commissioner of the UN Human Rights Commission said that there is a need to link migration to development without sacrificing human rights.

“Our job is to emphasize the role of governments in migration and to link it to development. There should be shared responsibility…co-development based on human rights principles,” said Robinson. “Before, migration is associated with criminality, barbed wires and taking one’s job. Also, human rights groups in the past did include migration in their advocacies. However, migration is a very important human rights issue. We must now forge a different movement where migrants’ issues are top priority, where people have dignity and rights are respected.”

According to the rally organizers, Migrants Rights International (MRI), Migrant Forum in Asia (MFA) and the US-based National Network for Immigrant and Refugee Rights (NNIRR), the protest action sought to remind the government representatives inside the UN to place human rights at the top of the agenda of the two-day dialogue. Sajida Ally of MRI said she hoped for a more systematic analysis of how migration impacts on labor and human rights of migrants: We caution the governments’ overemphasis on labor market economics of migration that treat migrant workers as commodities.”

Ellen Sana of the Philippine-based Center for Migrant Advocacy and member of MFA said that now is the time for governments to implement the International Convention for the Protection of Migrant Workers and their Families. “I say enough to the discussions that are confined within the four walls of the UN. Policies, attitudes and practices that are inimical to the interests of migrants should be changed. Migrants have human rights and we should respect that.”

The rally was attended by more than a hundred people representing migrants rights organization in Asia, North America, Latin America and the Middle East.

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The Civil Society Parallel Events on Migration, Development and Human Rights are being held at the Queens College Workers Education Extension Center, 25 W 43rd Street between 5th and 6th Avenues in New York City until September 15, 2006.

For interviews and more information, please contact:
Joey Dimaandal
Tel: +639175267171, +639278775810
Email: j-mod@rocketmail.com
Address: West Side YMCA, 5 West 63rd Street between Broadway and Central Park West, New York City.

Arnoldo Garcia (For Spanish language media organizations)
Tel +1 510 928 0685
Email: agarcia@nnirr.org

Friday, September 15, 2006

Press Release

"We have been excluded from the High Level Dialogue": Special Rapporteur on Human Rights of Migrants

Addressing the more than 50 migrant rights groups gathered in the Community Dialogue on Migration, Development and Human Rights in New York today, the United Nations Special Rapporteur on Human Rights of Migrants stated: "We have been excluded" from the high level discussions on migration policy. "The physical distance we are from the United Nations building," stated Mr Jorge Bustamente, "is symbolic of our distance from the migration policy discussions being held there."

The Community Dialogue is running in parallel to the UN High Level Dialogue on Migration and Development being held in the United Nations Headquarters in New York and attended by ministerial delegates from around the world. The two-day event, held to highlight the economic advantages to both origin and destination countries of migration, has provided only extremely limited opportunity for those affected by the policies, the migrants themselves, to present their views and aspirations.

Mr Bustamente, the also highlighted the need to raise awareness of migrant concerns. He noted: "Migration is a rational and reasonable behaviour; people move to where opportunities are and where they can find a better life. It is also an inherently international issue. Thus, any policy that relies on unilateral means to curb natural migration, will never be successful."

Migrant Rights International (MRI) organised the parallel Community Dialogue to bring the voices of migrants into the debate. Opening the event, Cathi Tactaquin from MRI explained: "In this conversation on migration and development, we want human rights, the rights of migrants and their families to be part of any ongoing discussion and activity."

Three percent of the world's population now live in a country not their country of birth, the number rising to 9.5% of the population in developed countries. Migrant workers, including irregular migrants, allow industrialised countries to maintain blue collar sectors such as agriculture and manufacturing, and also aid the development of home countries through their remittances, which now total more than all of the world's aid. Yet, say migrants rights groups, the rights of migrant workers are routinely violated. Migrant workers are regularly paid less than local workers, have little access to health and education services and have no avenue for redress in a labour dispute.

Mr Bustamente ended his address by stating: "Migrants are a large and powerful electorate worldwide. We need to tap into this power and encourage our colleagues to organise and demand a place at the policy-making table." Migrants and their advocates will take up this call on 14 September at a rally to be held in the United Nations Plaza. As Bandana Pattanaik from the Global Alliance Against Traffic in Women stated: "The vulnerability of migrants marginalised by unjust government policies must be recognised by those attending the HLD. Migrants rights are human rights and this must be a part of any further dialogue process."

The Paralell Event to the UNHLD: Global Civil Society Dialogue on Migration, Development and Human Rights is being held at the Queens College Workers Education Extension Center, 25 W 43 rd Street between 5th and 6th Avenues in New York City until September 15, 2006.