Migrants Rights International

Thursday, December 21, 2006

Dichiarazione Internazionale per la Giornata Internazionale dei Migranti 18 Dicembre 2006

Dichiarazione Internazionale per la Giornata Internazionale dei Migranti

18 Dicembre 2006

Oggi, in occasione del 18 dicembre 2006 in coincidenza della Giornata Internazionale dei Migranti, Migrants Rights International (MRI) Chiama la comunità internazionale e le Nazioni Unite a sostenere i diritti umani di tutti i migranti in tutto il Mondo. Ricordiamo i problemi dei migranti che lamentano la separazione dalle loro famiglie, che affrontano i rischi delle migrazioni, che sono costretti a lavorare in misere condizioni, e soffrono del razzismo e della discriminazione in molte delle nostre società. Ricordiamo anche l’ingente contributo che i migranti apportano a tutti i paesi del Mondo, con il loro duro lavoro, le loro capacità e creatività – e il ruolo dei migranti nel connettere le culture e le nazioni e nel contribuire socialmente, culturalmente, ed economicamente alle società delle nazioni sia di provenienza che di destinazione.

Si sono verificati alcuni sviluppi cruciali nel 2006, che indicano il crescente riconoscimento da parte degli Stati e di altri settori della società, del valore delle migrazioni internazionali. Ma allo stesso tempo, siamo estremamente preoccupati circa il progressivo deterioramento dei diritti umani dei migranti dappertutto nel Mondo.

Nello scorso Settembre 2006, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite si è incontrata per animare un Dialogo di Alto Livello sulle Migrazioni e lo Sviluppo (UNHLD). I vari contributi dei migranti sono stati considerati poco durante il Dialogo di Alto Livello, ivi inclusi l’ammontare delle cifre di denaro che i migranti spediscono a casa nei paesi di origine, il modo nel quale i migranti suppliscono alla carenza di manodopera in alcuni paesi, il modo in cui i migranti ispirano diversi approcci per ripensare su argomenti politici e sociali, e come i migranti formino un legame umano tra culture, economie, e società[1].

Salutiamo il riconoscimento da parte di molti Stati Membri durante il Dialogo di Alto Livello circa l’importanza di proteggere i diritti umani dei migranti nello sviluppo delle politiche migratorie. Come ha richiamato Ali Hassani, Presidente del Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite ai delegati del Dialogo di Alto Livello, “Migration can only be beneficial if the rights of migrants are respected.” “Le migrazioni possono portare solo benefici se i diritti umani dei migranti sono rispettati”

In realtà, la maggior parte degli Stati Membri non ha assunto alcun impegno per la protezione dei diritti umani dei migranti, tra quegli impegni che servono per coerenti sviluppi in termini di politiche e pratiche internazionali. Siamo particolarmente preoccupati che non ci sia stato accenno degli obblighi degli Stati di intervenire sulle cause delle migrazioni, quali la mancanza di accesso ai diritti umani nei loro paesi, l’impatto delle politiche economiche internazionali, e i conflitti armati.

Più in dettaglio, siamo contrariati a causa della significativa esclusione delle voci dei migranti stessi durante il Dialogo di Alto Livello. Ci aggiungiamo alla protesta di Jorge Bustamante, il Relatore Speciale delle Nazioni Unite per i Diritti Umani dei Migranti – quando rivolgendosi ai delegati di più di 50 organizzazioni per i diritti dei migranti che da tutto il Mondo si sono incontrati a New York dall’11 al 15 settembre 2006 per dare vita al Dialogo Comunitario sulle Migrazioni e lo Sviluppo organizzato da Migrants Rights International – quando ha esclamato: “We have been excluded from the high level discussions on migration policy!” (siamo stati esclusi dalle discussioni di alto livello sulle politiche migratorie! ). Inoltre continuiamo ad esprimere grave preoccupazione che la proposta del Segretario Generale di formare un Forum Globale sulle Migrazioni e lo Sviluppo possa implicare la partecipazione della Società Civile solo quando gli Stati Membri lo giudichino desirable and appropriate.” (Desiderabile ed appropriato.)

Continuiamo a ricordare a tutti gli Stati Membri delle Nazioni Unite il bisogno della ratifica universale della Convenzione Internazionale del 1990 sulla protezione dei diritti umani di tutti i migranti lavoratori e i membri delle loro famiglie come veicolo per riconoscere e proteggere i diritti umani dei migranti in tutto il Mondo. Per quegli Stati che sono già parte della Convenzione, ci richiamiamo ai loro obblighi di implementare pienamente ed effettivamente la convenzione, mentre auspichiamo la partecipazione della Società Civile e dei gruppi dei migranti nel monitorare la sua implementazione.

Sollecitiamo maggiori attenzioni ai problemi delle donne migranti, in particolare le lavoratrici domestiche, così come per i lavoratori migranti senza documenti validi. A causa della loro condizione di donne e di migranti, le lavoratrici domestiche sono tra i più vulnerabili gruppi di lavoratori nelle nostre società, spesso discriminate ed esposte ad abusi e sfruttamenti come la mancanza di norme legislative lavorative per il lavoro domestico, pratiche incontrollate di agenti senza scrupoli per il reclutamento, il trattenimento dei passaporti, le norme che legano la residenza al datore di lavoro, condizioni di vita e di lavoro simil-schiavistiche, abusi verbali e fisici, e violenza sessuale, tra le altre cose. Quelle condizioni sono anche presenti in maniera eccessiva per i migranti lavoratori senza documenti validi, il cui status migratorio li porta ad essere particolarmente a rischio di sfruttamento ed abusi[2]. L’empowerment dei migranti senza documenti validi, e in particolar modo delle donne migranti lavoratrici domestiche, nel riconoscere il loro lavoro e nell’assicurare la protezione dei loro diritti lavorativi sono urgenze profonde. Permettere a quei lavoratori di associarsi alle associazioni e ai sindacati contribuisce a provvederli di migliore protezione della legge e a rappresentarsi come importanti contributori della società.

Condanniamo il deterioramento dei diritti umani dei migranti negli ultimi anni. Il crescere di politiche discriminatorie ai confini, in combinazione con abusi discutibilissimi e impuniti, hanno portato ad un aumento di morti tra i migranti e ad un aumento del ricorso ai trafficanti di esseri umani in molte regioni di confine in tutto il Mondo. In molti casi il deterioramento delle condizioni dei diritti umani presso quei confine é emerso dai crescenti dinieghi per lo status di rifugiati politici nei varchi di entrata per i richiedenti asilo, portando a crescenti numeri di migranti con documenti non validi e a deportazioni di massa verso regioni più povere, pericolose e instabili, con loro grave rischio.

Denunciamo ed esprimiamo grande allarme per la crescita di gruppi di vigilantes in diversi paesi, I quali hanno assunto il ruolo di fiancheggiatori delle leggi migratorie, sia in caso di sanzioni statali che senza. È largamente documentato che quei gruppi, spesso guidati da xenofobia, regolarmente hanno totale disprezzo per i diritti umani fondamentali dei migranti, fino al punto di causare morti tra i migranti, direttamente o indirettamente. Chiamiamo tutti quei gruppi di vigilantes che si occupano così dei migranti di cessare immediatamente e desistere, e per gli Stati di sostenere i diritti umani dei migranti anche vietando l’esistenza di quei gruppi paramilitari.

Infine, condanniamo con decisione il razzismo e la discriminazione praticati dalle Autorità Locali in relazione all’accesso ai diritti sociali, economici e culturali, nel basare quei diritti a seconda dell’origine nazionale e/o status immigratorio. Quei diritti sono universalmente riconosciuti come diritti umani che dovrebbero essere categoricamente tutelati, piuttosto che eradicati da restrittive ed illegittime leggi sull’immigrazione ed iniziative che sono in uso in molti Stati come gli Stati Uniti, la Francia, la Svizzera e l’Italia.

Con tutti questi convincimenti, continuiamo a chiamare per la continua vigilanza nell’approcciarsi ai diritti umani di tutti i migranti, specialmente i migranti senza documenti validi, quando celebriamo la Giornata Internazionale per i Migranti. Ricordiamo agli Stati il volto umano delle migrazioni e di assicurare che i migranti siano in grado di fruire delle loro libertà e dei loro diritti umani fondamentali, basati sui principi di inclusione, non-discriminazione e di partecipazione, al fine di sviluppare politiche e pratiche migratorie a partire innanzitutto dai diritti umani.

Migrants Rights International (MRI) é una organizzazione non governativa e federazione di organizzazioni di migranti e di organizzazioni non governative che promuovono I diritti umani dei migranti. La sua proposta consiste in: promuovere il riconoscimento e il rispetto per I diritti di tutti I migranti, di esercitare pressioni per la ratifica della Convenzione Internazionale per la protezione dei diritti umani di tutti I lavoratori migranti e I membri delle loro famiglie; di facilitare gli sforzi delle associazioni dei migranti e altre organizzazioni non governative nell’advocacy per i diritti dei migranti; e di monitorare le tendenze e gli sviluppi nell’ambito del benessere e dei diritti dei migranti. MRI é un’associazione non governativa in status speciale consultivo press oil Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite.

Migrants Rights International

migrantsrightsinternational@gmail.com

migrantsrightsinternational.blogspot.com

+01-510-465-1984 [ext. 306]

Traduzione :

Manfred Bergmann,

-CADI Comitato Antirazzista Durban Italia

-MRI Migrants Rights International

corsodirittiumani@yahoo.it



[1] Fonte: Discorso del Segretario Generale dell’ONU Kofi Annan per i lavori del Dialogo di Alto Livello sulle migrazioni internazionali e lo sviluppo (UNHLD).

[2] Fonte: Rapporto della Commissione Globale sulle Migrazioni Internazionali, ottobre 2005, Capitolo sulle migrazioni irregolari (Report by the Global Commission on International Migration, October 2005, chapter on irregular migration).

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